Home Un libro in quindici giorni CARLO CASSOLA - UN CUORE ARIDO

CARLO CASSOLA - UN CUORE ARIDO

 7 OTTOBRE 2010


Anna è una diciottenne che vive con la sorella maggiore e la zia in un paesotto del livornese, sul mare, dove la vita si movimenta solo nella bella stagione. Impegnata a tenere a bada un ragazzo appiccicoso che le fa la corte e lei non vuole, osserva sempre con un occhio distaccato la realtà provinciale che la circonda, tra amori e batticuori che i suoi coetanei vivono in maniera sempre un pò
clandestina, perchè nel borgo "con la lingua che è un coltello ti tagliano gli abiti addosso."
Incapace di esternare i propri sentimenti, forse anche incapace di provare sentimenti eccedenti l'ordinario, mal sopporta la drammaticità e gli estremismi con cui si vivono fatti secondo lei indegni di tali stati d'animo.
Nel paese le ragazze vengono spesso bollate come "cadute" o "disoneste", quando si viene a sapere di una relazione amorosa delle stesse, magari con villeggianti e soldati, delle caserme vicine, che attentano all'onore delle giovani del posto. Atterrite dal rischio della "marchiatura", mettono mille ed una precauzioni in quello che fanno, specialmente pericoloso risulta l'uscire sola, per non parlare di sera. L’emancipazione di Anna la porta a ridere di tale mentalità e fare sempre e comunque ciò che le passa per la testa; ma quando scopre per la prima volta un sentimento vero, con il fidanzato della sorella, Mario, un turbine sconvolge la sua vita e i due ragazzi vivono un amore impossibile (perchè lui è "fidanzato in casa" con la sorella) e totalizzante, chiuso poi dal congedo del ragazzo che dopo la ferma deve tornare a casa sua.

Una passione assoluta ed esclusiva, al termine della quale Anna prende una decisione forte e irremovibile: chiudere con la "vita vissuta", a 19 anni. Si concederà una scappatella con uno sciupafemmine da strapazzo di Livorno, il che le frutterà la "bollatura" agli occhi del popolo pettegolo e falso del villaggio, e contro il parere della zia, sfidando quindi le regole ferree ed invalicabili dei "grandi", s'iscriverà ad una scuola di taglio e cucito. E compierà la scelta di rinunciare all'amore. Vissuto una volta, dimostratosi irripetibile, preferisce gelosi ricordi e una serena solitudine ad una vita d’ipocrite finzioni.

Ma la sua non è disillusione mortificata, bensì fiera; disincanto di chi ha già provato il meglio della vita e non ha paura di “crescere” oltre principi azzurri e fiabe incantate. Cinica? Forse; ma di certo impermeabile alle maldicenze e pronta ad una vita molto più indipendente delle sue coetanee.

Cassola scrive molto genuinamente, con espressioni in genere “semplici” che acclimatano alla perfezione il lettore nella ristretta realtà in cui il romanzo è ambientato. E facilmente Anna è la sua eroina, unica capace d’ignorare regole e convinzioni per privilegiare il proprio bene. Stridente il contrasto con la sorella, che dopo la delusione d’amore con il soldato si consegna ad un uomo che non ama ma funzionale per la società: una vita squallidamente “approvata”.

Romanzo di provincia dunque, ma mai rozzo o volgare, anzi paradossalmente ancora attuale a cinquant’anni dalla pubblicazione, specchio d’una realtà bigotta e limitata che solo in apparenza forse, in quest’Italia multietnica da nuovo millennio, è stata estirpata.